Australopithecus Prometheus: Perché Questo Antico Scheletro Sta Facendo ancora Dubitare Delle Origini Umane Agli Scienziati

Un nuovo studio scientifico ci dice che gli scienziati potrebbero essersi imbattuti in una nuova specie di antichi esseri umani.

“Little Foot”, il nome di questo antico ominide che si ritiene abbia vissuto sulla Terra circa 3,67 MILIONI di anni fa.

Foto di "Little Foot" dell'università Wits

Gli scienziati dicono che questa specie è diversa da qualsiasi cosa che abbiamo mai visto prima, e forse è una specie umana completamente nuova.

L’analisi dello scheletro ha prodotto quattro diversi articoli scientifici che sono attualmente in fase di revisione paritaria. Affermano che lo scheletro di una donna anziana con un braccio sinistro storpio non appartiene a nessuna categoria nota di primi umani.

Lo scheletro è strano per una serie di ragioni.

Gli scienziati hanno scoperto che la donna aveva gambe più lunghe delle braccia, un tratto comunemente associato all’evoluzione degli esseri umani moderni, poiché favorisce il bipedismo: la capacità di camminare su due gambe.

Ulteriori studi hanno determinato che la donna seguiva una dieta vegetariana ed era alta poco più di 1.30 di cm di altezza.

La “nuova” specie è stata soprannominata Australopithecus prometheus.

I resti scheletrici sono stati scoperti nelle grotte di Sterkfontein vicino a Johannesburg nel 1994.

Poco dopo, gli scienziati hanno classificato lo scheletro come un membro dell’Australopiteco, un gruppo di antenati umani a cui appartiene il famoso fossile “Lucy”.

Il dibattito su quale specie apparteneva “Little Foot” va avanti da più di due decenni.

Il dottor Ronald Clarke dell’Università del Witwatersrand di Johannesburg è uno dei tanti scienziati che sostengono che “Little Foot” non rientra nel gruppo di ominidi dell’Australopiteco.

Il dottor Clarke afferma che “Little Foot” è una specie umana completamente nuova: Australopithecus prometheus.

“Ho passato 20 anni a procurarmi questo scheletro, trovarlo nella roccia nell’oscurità profonda della grotta, localizzare ogni osso e poi pulirlo a sufficienza in modo da poterlo identificare, tagliarlo, portarlo fuori in blocchi, pulendolo, ricostruendolo”, ha spiegato il dottor Clarke in un’intervista con New Scientist.

“Little Foot”, precedentemente noto come StW573, aveva ossa molto più piccole rispetto agli ominidi più grandi che si sa siano esistiti allo stesso tempo.

I nuovi studi hanno scoperto che la donna anziana aveva un grave infortunio: l’avambraccio sinistro di “Little Foot” creava “asimmetria bilaterale”, provocando la deformazione del suo arto sinistro rispetto alla sua altezza. Si ritiene che “Little Foot” sia caduta su un braccio teso da bambina e la ferita risultante, molto probabilmente l’ha turbata per tutta la sua vita.

I dettagli degli studi sulle nuove scoperte potete trovarli in lingua originale qui: 10.1101 / 481556 ; 10.1101 / 483495 ; 10.1101 / 482711 ; 10.1101 / 486076

Fonte: Ancient-Code.com

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