IL caso “Marius Dewilde”

La notte del 10 settembre 1954, Marius Dewilde, ferroviere, riferì di aver incontrato, vicino alla sua abitazione, nei pressi della ferrovia, due esseri non più alti di un metro che poi sparirono a bordo di un disco volante. Egli abitava a Quarouble, nel nord della Francia, ed in quel momento si trovava vicino alla stazione dove lui lavorava. Erano da poco passate le 22:30 e Dewilde si trovava, in quel momento in compagnia della moglie e dei suoi due figli quando i cani si misero ad abbaiare in maniera ossessiva. Quindi, spinto dalla curiosità, prese una torcia ed uscì. Arrivò fino ai binari, dove scorse, nell’oscurità, due figure che si spostavano. Al massimo raggiungevano il metro, e subito pensò si trattasse di bambini che giocavano. Quando puntò la luce della torcia verso di loro, si accorse esterrefatto che quelle piccole figure erano in realtà degli esseri dotati di scafandro. Immediatamente i due, spararono verso Dewilde un raggio che paralizzò l’uomo, non ostacolandogli però la visione nel cielo, di un disco volante che raccolse quegli strani esseri.

L’immagine è un giornale con una resa artistica dell’incontro e una foto reale di Marius Dewilde.

Una successiva indagine della polizia mise in luce la presenza di tracce e deformazioni sui binari, che potevano essere state provocate da un oggetto pesante non meno di trenta tonnellate. Due ore prima, in una località non distante, vi era stato un altro clamoroso “incontro ravvicinato”. Poco più di un mese dopo, il 10 ottobre, Dewilde venne coinvolto in un secondo incidente ufologico. Un disco di circa sei metri di diametro atterrò – nuovamente – su un binario della ferrovia. Ne uscirono diversi piccoli umanoidi che parlavano un linguaggio sconosciuto. Poi il disco scomparve, senza rumori ne altre manifestazioni sensibili. Testimone, oltre a Dawilde, suo figlio quindicenne, che confermò le dichiarazioni del padre.

Filmato originale dell’epoca

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